Catherine (Julianne Moore) sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David (Liam Neeson). La stessa sera però David perde il volo da New York per tornare a casa, e non arriverà in tempo alla festa a lui dedicata. Lei è costretta a mandare giù il boccone e qualsiasi sospetto, e tornare dai suoi ospiti. L’indomani mattina, scopre un sms mandato da una delle studentesse al telefono di David, e i timori di Catherine aumentano. Questa coppia riuscita, Catherine medico e David professore di musica, ha un figlio di 17 anni, Michael (Max Thieriot). Visti da fuori sembrano una famiglia che ha tutto, ma le loro carriere e l’educazione del figlio hanno messo a dura prova il matrimonio, e il loro rapporto soffre per mancanza di comunicazione e di intimità. Due settimane dopo la festa a sorpresa, Catherine e David sono a cena con amici, Catherine si alza per andare in bagno e fa conoscenza con una donna giovane e molto sexy, Chloe (Amanda Seyfried). Catherine torna al tavolo e comincia ad osservare Chloe che si avvicina ad un uomo d’affari più anziano di lei. Tornando a casa in macchina, Catherine chiede a David se ha perso volutamente il suo volo da New York. Quando il marito le risponde che non è così, lei si convince di averlo colto in flagrante. Certa più che mai che David abbia un’amante, Catherine rintraccia Chloe, la escort, e la ingaggia per mettere alla prova la fedeltà di David. Le due donne si incontrano regolarmente e Catherine memorizza ogni dettaglio degli incontri di David e Chloe. La sua gelosia aumenta, ma allo stesso tempo si risvegliano in lei sensazioni da tempo sopite. Presto si ritrova in una trappola fatta di desiderio sessuale ed inizia un percorso che anziché aiutare, metterà in pericolo la sua famiglia.Chloe, remake del film francese Nathalie, è il primo dei tredici lungometraggi in cui Atom Egoyan, candidato agli Oscar, non ha descritto se stesso. “Chloe parla di intimità, di quello che cerchiamo in un rapporto, del vedere nell’altra persona cosa ci piacerebbe che questa vedesse in noi; dell’idea di proteggere il diritto dell’altra persona di voler stare sola, e di proteggere la sua individualità. Come scrisse Rilke, “il ruolo di un compagno è quello di proteggere la solitudine dell’altro” senza per questo dover perdere qualcuno.” Continua il regista Atom Egoyan: “Per me, il tema del film è questo, è come ognuno vede se stesso, e come riesce ad integrarsi nel rapporto di coppia.”